Un’italiana in America e il sogno della serie A1: Rachele Rastelli!

Rachele, 19 anni, 192 cm, cresciuta a Pane e Volley. È lei la protagonista del secondo appuntamento delle “stories” targate Infinity: Rachele Rastelli, giovane opposta italiana, che dopo aver disputato alcune stagioni qui in Italia ha deciso di volare negli USA per 90580c78-6dcb-439e-ac48-f0b12bd8a1f7lanciarsi nella sua prima esperienza di Pallavolo Americana.
E allora, pronti via! Conosciamola meglio, anzi… lasciamo a lei il compito di presentare sé stessa, così, come si racconterebbe a un perfetto sconosciuto: “chi è Rachele? È una ragazza solare, fantasiosa, vivace e molto intraprendente. Una ragazza che ne ha passate tante, nel bene e nel male, ma che rifarebbe tutto da capo, infinite volte”. Così si presenta la nostra protagonista: una Sognatrice. “Una ragazza che ha sempre sognato in grande, che si è sempre sentita speciale e che ha sempre cercato di fare emergere quella che è”.
C’è una citazione in cui Rachele si identifica particolarmente, che sente parte di lei, che recita: “voi mi guardate, e ridete, perché dite che sono diversa. Io vi guardò e rido, perché siete tutti uguali”. Una ragazza unica insomma: “Oggettivamente la mia generazione tende a seguire la massa… a comportarsi come un gregge.” – racconta – “io voglio essere quella diversa, ma non la pecora nera. Voglio essere il Lupo, consapevole di dipendere dalle proprie scelte, fatte soprattutto non seguendo semplicemente l’istinto ma capendo chi realmente sono e cosa voglio essere”.
“Voglio essere unica al mondo, e ciò non significa” – terminando questa presentazione – “voler essere la più bella, la più forte o la più simpatica. Significa semplicemente voler essere me stessa! “.
Un amore per la pallavolo, quello di Rachele, nato fin da bambina: “Con il tempo, mi ci sono legata sempre di più, specialmente da quando a 15 anni sono uscita di casa, la pallavolo è diventata uno sfogo in cui” – racconta – “scaricare tutte le energie di una giornata e la palestra era il luogo dove io mi sentivo me stessa, in cui non dovevo temere nulla”;
Un amore non sempre roseo ma che dura nel tempo, insomma: “credo ci sia da tempo, ma è spesso stato messo in discussione da tanti allenatori che, in un modo o nell’altro non mi hanno realmente aiutata a crescere o che hanno semplicemente creduto che non ne fossi all’altezza”. Col tempo però la Pallavolo è andata via via occupando un posto sempre più di rilievo nella vita di questa ragazza, tanto da definirla la propria “Best Friend”, un’amicizia quotidiana senza la quale, è sufficiente averne un giorno libero per sentirsi vuota, per sentire quella voglia, o meglio, quel bisogno di giocare! Motivo di orgoglio, per Rachele è il suo ruolo: l’opposto. Ruolo che ha ricoperto fin dagli inizi: “Sono orgogliosa di dire che sono stata opposta fin dall’inizio dei miei giorni e lo sarò fino alla fine”. Nonostante alcuni allenatori abbiamo avuto anche solo il pensiero di farle provare ad essere una centrale, lei non ha dubbi: nelle sue vene scorre il DNA di un opposto!
A soli 19 anni, la nostra protagonista, ha giocato nelle giovanili di alcuni dei migliori club italiani, andando via da casa già all’età di 15 anni, facendo della pallavolo, una vera e propria ragione di vita. “Tutte le stagioni che ho disputato da quando sono uscita di casa rivestono un ruolo importante per me ma” – ci spiega Rachele – “sicuramente, un impatto atomico l’ha avuto il primo anno a Novara” – in serie C allenata da Stefano Colombo – “dove ho dovuto tirare tante testate contro al muro prima di capire e cambiare. È stata la mia prima vera svolta pallavolistica”. Terminata l’esperienza con Novara, Rachele approda nelle mani del Vero Volley Monza, in serie B1, dove finalmente riesce a dimostrare il suo valore e di cosa è capace: “Il primo anno a Monza è stato il primo della mia vita in cui io abbia giocato titolare, sia il campionato U18 sia quello di B1 e, finalmente, potevo mettere in pratica tutto quello mi era stato insegnato fino ad allora“.
Monza però non è solo questo per lei; è anche la società che l’ha portata, a soli diciotto anni, ad esordire, nella massima serie nazionale con la prima squadra del consorzio. Un’esperienza, quella in A1, inaspettata ma conquistata con tanto lavoro e tanti sacrifici che sicuramente le ha cambiato la vita. Un’emozione unica, comunicata in un giorno speciale: il suo compleanno. “Ho ricevuto la chiamata il giorno del mio compleanno” – racconta Rachele – “sono scoppiata a piangere di gioia, non me lo aspettavo e mi ha reso la ragazza più felice di sempre!”.
Ma come ha vissuto questa esperienza? Giocare per la prima volta in serie A1, per chiunque non deve essere sicuramente facile, e non lo è stato nemmeno per lei: le23847420_10214837147871568_3002775043031950685_o abbiamo chiesto di raccontarci come è stata per lei la sua “prima volta” in serie A e questo è quello che ci ha voluto raccontare: “è stata tosta. è un mondo totalmente diverso da quello a cui ero abituata e all’inizio volevo solo imparare e crescere. Ma la a mia frenesia è stata subito fermata da un problema alla spalla– problema che l’ha costretta a restare ferma i primi 3 mesi – “facendo si che da agosto fino al 15 ottobre (inizio del campionato), non avessi fatto altro che qualche palleggio e qualche bagher, ma una volta ricevuto l’ok a partire, ho dato il massimo imparando molto”.
Da questa momentanea battuta d’arresto, Rachele ne è uscita a testa alta e con la voglia di riscattarsi e fare bene in campionato, e l’ha fatto soprattutto grazie alla sua forza di volontà e al suo “Fisio”, Emilio Scuteri: “Emi lo sa, non smetterò mai di ringraziarlo per tutto il sostegno, fisico e psicologico, che mi ha dato in quei mesi che per me sono sembrati durare un’eternità”.
Un anno importante, quello trascorso nella prima squadra per Rachele: “Sapevo che di spazio, in campo, come giusto che fosse, non ne avrei avuto molto; Si puntava in alto e davanti avevo una grande giocatrice come Serena Ortolani, ma questo era solo uno stimolo per me:”– ci svela –“Non avevo nulla da perdere e tutto da imparare!”; Un esempio da seguire, quello di Serena, e fonte di ispirazione per lei: “Ho sempre ammirato le sue capacità. Ho avuto la fortuna di vederla in azione da vicino e da lei ho imparato tanto, sia a livello umano, perché è una persona d’oro, sia a livello pallavolistico”.
Accanto alla sua carriera sportiva, la nostra opposta ha affiancato, e continua ad affiancare anche il suo percorso scolastico, e lo fa con la determinazione e quella voglia di emergere anche nello studio che la contraddistingue. Nell’ultimo anno, infatti, parallelamente all’esperienza in A1 con la Saugella Monza, ha terminato gli studi superiori, affrontando quello che definisce “uno degli anni più difficili della sua vita”; un anno che l’ha portata, una volta diplomata a cercare una via di fuga alternativa dalla tensione accumulata durante tutto l’anno: “L’Italia mi stava stretta, specialmente dopo l’ultimo anno, avevo bisogno di staccare la testa e di andarmene da quello che era stato per me uno degli anni più difficili della mia vita”. L’Alternativa, Rachele l’ha trovato nell’esperienza che sta tutt’ora vivendo negli Stati Uniti: è stata infatti ingaggiata nella Red Storm, la rappresentativa femminile del St. John’s College nel Queens, a New York.
Un’opportunità irrinunciabile, quella offertale dal college americano: “Sapevo che fare l’università in Italia ad un livello così alto avrebbe comportato l’ottenere il risultato dell’anno precedente, ovvero essere altalenante o nello sport o nello ef48e4b3-318e-411f-81d4-f1f6665c7226studio. Quello di cui avevo bisogno era equilibrio. In America gli atleti vengono visti come dei ragazzi in gamba che fanno sacrifici per quello che amano” – racconta, paragonandola alla sua precedente situazione: “in Italia, specialmente al liceo chi fa sport è sempre mal visto, quello che pensa solo allo sport e non ha voglia di studiare; Ero stufa di quella vita, avevo bisogno di cambiare aria e di respirare a pieni polmoni”. Rachele non ha dubbi: rifarebbe questa scelta, sempre e comunque.
La stagione a stelle e strisce per lei si è conclusa con un 3 posto nella conference su 12 squadre, perdendo ai quarti il torneo della Big East, torneo in cui il vincitore, non solo ottiene il trofeo della conference ma si aggiudica anche il passaggio al torneo del NCAA: una sorta di playoff dai quali viene decretato quello che potrebbe essere definito “campione d’America”: “A livello personale è stato un altro passo in avanti per la mia carriera che mi ha vista titolare nel corso della stagione e mi ha fatto acquisire ancora più autostima e consapevolezza di quelle che sono le mie capacità e soprattutto” – con molta umiltà – “di tutto il lavoro che c’è ancora da fare!”.
Ma cosa vede Rachele nel suo futuro? Semplice: Un posto in serie A1. Se da una parte l’esperienza oltre oceano, è fonte irrinunciabile di esperienza e di accrescimento delle proprie capacità, dall’altra esiste però un rovescio della medaglia, e il perché ce lo spiega lei stessa: “In America non esistono club; una volta terminato il college, se un atleta 3d46a4e3-d9dd-428c-9831-c27df32c5de6è davvero in gamba, finisce per firmare contratti all’estero avendo come unica altra opzione quella di terminare la propria carriera”. Ecco perché, quando qualcuno le domanda cosa vede nel suo futuro pallavolistico la risposta diventa molto semplice e sicura: “Il mio obiettivo a lungo termine qui, è quello di uscire da questi 4 anni di college con capacità tali che mi permettano di giocarmi un posto in campo in un club di serie A1 nel campionato italiano. Nel mio futuro prevedo assolutamente un ritorno in Italia”.
Un’ultima curiosità? Le sue attuali compagne di squadra le hanno coniato un soprannome davvero curioso: “Sono stata chiamata Lele, Rachi, Rachel … ma il “nickname” con cui mi chiamano quest’anno mi piace parecchio: Rocky, ovviamente tratto da Rocky Balboa!”
Che dire quindi, per concludere questa intervista se non… in bocca al lupo Rocky! Speriamo di rivederti presto, su uno dei campi della nostra serie A, più forte di come ti abbiamo lasciato e con qualche sogno nel cassetto, magari già realizzato!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.