Dalla Slovenia alla Francia, passando per Bergamo: Eva Mori!

E rieccoci qui, con il quinto appuntamento di “Infinity Stories”, e lo facciamo con un’ospite “internazionale”: Eva Mori, pallavolista slovena classe 1996, capitana nella nazionale U23 argentata al recente mondiale, ex palleggiatrice del Volley Bergamo ora in forza al Le Cannet, nella massima serie francese. Dopo tre stagioni trascorse al Volley 46388659_307523933303516_2487608788107167086_nBergamo ed il premio di categoria individuale al mondiale U23, si è tuffata nell’avventura francese portando con sé un bagaglio pallavolistico e personale di notevole spessore. Ma non perdiamo tempo e iniziamo subito con le presentazioni, lasciando direttamente a lei, come sempre, il compito di spiegarci “chi è” Eva mori: “Sono una persona che ama la pallavolo: è la mia vita!” – ci racconta, poi prosegue – “Mi ritengo una persona molto solare e sempre pronta ad aiutare gli altri”.
La carriera di Eva, inizia nel campionato di pallavolo femminile della Slovenia nelle file del Calcit Volley Kamnik dove vince il Campionato di pallavolo mittel-europeo MEVZA e la Coppa nazionale nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014. Nella stagione successiva, approda alla corte del Volley Bergamo, vero e proprio trampolino di lancio per la sua carriera: ci resterà per tre annate consecutive vincendo nella stagione 2015/2016 la Coppa Italia. Nel 2017, vince la medaglia d’argento ai Campionati Mondiali U23, conquistando il secondo posto e il premio individuale come

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miglior palleggiatrice: “Sinceramente, alla vigilia del Mondiale, il nostro obiettivo era quello di vincere almeno una medaglia.” – ci spiega al riguardo – “Abbiamo vinto l’argento e di questo sono più che contenta. Il premio di miglior palleggiatrice è stata la ciliegina sulla torta per il duro lavoro in questi anni”. Nell’annata 2017/18 si accasa poi al Béziers Volley, nella Ligue A francese, con cui vince lo scudetto prima di passare, nella stagione successiva al Volley Le Cannet, sempre nel massimo campionato transalpino.
Ma come è iniziata la passione per la pallavolo di questa ragazza dagli occhi azzurri e dai capelli biondo platino? Ce lo spiega direttamente lei, spiegandoci questo “vizio di famiglia”: “La mia passione per la pallavolo è nata in famiglia. Mia mamma giocava a pallavolo, e mio nonno era il suo allenatore. In squadra c’era anche pure mia zia.” – spiega Eva – “Anche lo zio giocava come professionista… in pratica tutta la famiglia!”.
Ora Eva, nonostante la sua giovane età, è una delle palleggiatrici più affermate del panorama pallavolistico internazionale ma in pochi sanno che non ha sempre giocato in questo ruolo: “Non sono sempre stata un’alzatrice: nelle varie esperienze nelle selezioni giovanili ho giocato anche come schiacciatrice. Poi mia madre” – con un passato da giocatrice nella ex Yugoslavia – “decise di avviarmi al palleggio: vedeva in me tecnica e potenziale, caratteristiche utili per cambiare ruolo”. Ci ha visto lungo insomma, la madre: “Pensava che sarebbe stata la cosa migliore per me e aveva ragione!”. Un ruolo che Eva definisce praticamente perfetto per lei, cucitole letteralmente addosso, e su cui non ha alcun dubbio: il suo posto è lì, in cabina di regia!
Come vi abbiamo raccontato poco fa, nella sua carriera da sportiva, questa ragazza può

0tRQVnuvantare diverse esperienze sia a livello nazionale che internazionale ma, senza dubbio, ce n’è una che ha lasciato il lei qualcosa di particolare: quella con il Volley Bergamo. Un’esperienza, quella in terra bergamasco che lei stessa afferma averle dato tanto, a tutti i livelli: “Posso dire che l’esperienza a Bergamo mi ha cresciuta sia a livello personale che come giocatrice. Avevamo un buonissimo rapporto sia dentro che fuori dal campo, e questo è fondamentale. Questa esperienza mi ha dato l’opportunità di conoscere moltissime persone e compagne con cui ho condiviso momenti belli e brutti. Sicuramente la compagna con la quale ho legato di più è mia sorella Miriam Sylla!”.
Le tre stagioni che Eva a trascorso in maglia rossoblù, sono state per lei fonte di tanta esperienza e insegnamenti che l’hanno sicuramente aiutata nel proseguo della sua carriera sportiva, e sicuramente nella conquista di quella che ricorda come la vittoria più significativa per lei: “Per me, la vittoria più importante è stata quella ottenuta nella stagione scorsa: siamo arrivate seconde in coppa e abbiamo vinto il campionato. Ha significato davvero tanto per me! È stato un premio di tutti gli anni a Bergamo dove ho lavorato tanto e mi hanno insegnato tanto!”.
Attualmente in forze al Volero le Cannet, sta affrontando un campionato ad altissimo livello, iniziato però non nel migliore dei modi per le ragazze: “All’inizio non è andata proprio come speravamo. Siamo uscite dalla coppa di Francia, giocando una partita Mori002il giorno successivo al nostro ritorno dalla Cina. Ma ora sta andando meglio” – racconta. Ad oggi, la squadra è stata eliminata in semifinale di CEV Challenge Cup, dalle ragazze del Saugella Team Monza e occupa il terzo posto nella Classifica di Ligue A Francese, subito dietro a Mulhouse e all’RC Cannes: “Il nostro obiettivo era arrivare più in alto possibile in Challenge Cup ma ora, ovviamente, vincere il campionato. A livello personale, invece” – ci svela, con un pizzico di determinazione e ambizione che non guasta mai – “il mio obiettivo è giocare tutte le partite ad alto livello e rimanere al primo posto delle statistiche come palleggiatrice. “. Una stagione entusiasmante, ricca di colpi di scena e con ancora aperta la possibilità di conquistare gran parte degli obiettivi preposti.
Volete sapere quale curioso soprannome le è stato affibbiato dalle sue compagne nella passata stagione al Beziers? Si? Ecco a voi: “L’anno scorso mi chiamavano “principessa”. Volete sapere perché? Semplice… tutto quello che “volevo” mi hanno dato … hahaah”.
Un’ultima curiosità? L’idolo di questa ragazza: Eleonora Lo Bianco. Eh già, tra le tante soddisfazioni che l’esperienza trascorsa nelle file di Bergamo ha regalato ad Eva c’ è anche questa: giocare, ma soprattutto imparare, dalla persona che l’ha ispirata fin dall’inizio: “Non la potrò mai dimenticare. Per me era un onore giocare con lei nella stessa squadra. Leo mi ha insegnato tanto e in ogni allenamento provavo a portarmi a casa qualcosa di nuovo che lei faceva ogni momento. sia in campo che fuori: Lei mi ispira tantissimo!”.
È giunto il momento di concludere questa intervista, e lo vogliamo fare rivelandovi una piccola chicca, un sogno nel cassetto che Eva ha voluto svelarci: “Spero che un giorno succederà di giocare di nuovo con la mia sorella nera (Miriam Sylla) nella stessa squadra! Lo spero tanto!”. Un’amicizia speciale quella tra le due, testimoniata anche in SLO semifinalsun’intervista, pubblicata dal Volley Bergamo qualche anno fa in cui le due compagne/amiche si intervistavano a vicenda: “Cosa pensavo di te quando ti ho vista la prima volta? Che sei un’egoista! Non mi sei piaciuta proprio…” svelava Mori a Sylla. “Non pensavo molto bene di te all’inizio… uno perché non parlavi italiano, due perché eri bionda platino…” rispondeva invece Miriam scherzando. Un botta e risposta, stuzzicante e pungente, quello tra le due ma che non era altro che il preludio ad un’amicizia davvero unica che ancora oggi, nonostante la distanza rimane salda e duratura: “A causa della distanza e degli impegni non è facile rimanere in contatto con tutte le ex compagne, però, grazie l’uso dei social network, le distanze si assottigliano e riusciamo a sentirci spesso anche se non giochiamo più insieme. Sono sincera, mi mancano tantissimo”.
Che dire? Non possiamo che augurare a questa “principessa” di poter conquistare altre mille vittorie, sulla scia di quelle che già ha potuto mettere in cassaforte, e di realizzare tutti i propri sogni, specialmente quest’ultimo, e sicuramente… ne vedremo delle belle!

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