A Tu x tu con… Santi Orduna!

Eccoci qui, di nuovo “On Air” con un nuovo (ma vecchio) appuntamento con le nostre 86317668_10221457339612224_7518102950409928704_o“Infinity Stories”! Abbiamo scelto, per questo terzo appuntamento del 2020 , e di questa #Quarantena, di pubblicare questa  simpaticissima “intervista” realizzata tempo fa, ma per un motivo o per un altro messa in stand-by, ad un giocatore altrettanto simpatico… un “bravo ragazzo” come si definisce lui: Santi Orduna!
Vi abbiamo già anticipato, in parte, la risposta alla nostra ormai classica, domanda per rompere il ghiaccio, quindi… inutile aspettare e partiamo subito!

  • Chi è Santiago Orduna? Come ti racconteresti ad un perfetto sconosciuto?

“Santi Orduna è un bravo ragazzo, molto socievole, a cui piace molto il gruppo, la squadra, e la famiglia!” – ci spiega. “E’ una persona sempre di buon umore!” – (di solito!) – “Mi piace giocare a qualsiasi cosa e mi piace vincere, ma anche ridere e scherzare! Ma quando si fa sul serio.. si fa sul serio! e su questo non si scherza!” Questo è Santi Orduna!

  • Tre pregi e tre difetti ?

Iniziamo con i difetti dai! Diciamo che il più evidente è il mio non essere puntualissimo! Ovviamente tranne in tutte quelle cose che riguardano il mio lavoro come gli allenamenti.. su quelle non transigo… sul resto… appuntamenti, cene, e uscite varie… me la prendo sempre con calma! Per il resto posso dirvi che non sono molto ordinato ma… mi piace l’idea di esserlo! Il difetto più importante però” – ci rivela Santi – “è che non lavo mai la macchina!”,  che ne pensate?
Ma veniamo finalmente anche ai pregi: “Mmmmh vediamo.. ti posso dire che sono una persona molto leale. Se stai al mio fianco posso dare tutto per te! Poi, che altro, sono molto coraggioso e uno che punta sempre al massimo!” – Come dargli torto!

  • Come è nata la tua passione per il volley? Amore a prima vista?

“Come è nata la mia passione per la pallavolo è molto facile da spiegare: sono praticamente nato in un palazzetto! Mio padre faceva e fa ancora l’allenatore di pallavolo, ha allenato anche la nazionale argentina, e fin da piccolo sono sempre stato con lui al palazzetto con in mano un pallone da pallavolo!”. Poi ci rivela: “Vi svelo un segreto.. Amo la pallavolo ma… mi piace tantissimo anche il calcio! Appena posso vado a vedere qualche partita!”.

  • Ti conosciamo nel tuo ruolo fisso di palleggiatore. E’ stata una tua scelta o ti è stato cucito addosso?

“Diciamo che fino all’età di 13/14 anni “ – come per molti altri – “nelle squadre in cui giochi fai e provi un po di tutto. Quando poi è stato il momento di decidere su quale ruolo puntare, sono fin da subito stato indirizzato come palleggiatore! Comunque da piccolo avevo già delle belle mani!”.  Ma anche qui, un altro segreto: “Da piccolo non essendo comunque altissimo, mi hanno più o meno vietato di schiacciare… ma a me piace tantissimo attaccare e schiacciare!”.

  • Hai giocato in tantissime squadre di alto livello in Superlega. Qual’è quell’esperienza che ti ha lasciato di più?

“Si, per fortuna! Ho giocato in tante squadre italiane ad alto livello e vi posso dire che in tutte quante ho avuto delle bellissime esperienze che mi hanno arricchito molto sia a livello personale che di esperienza”. Poi prosegue: “Per esempio a Catania, nel mio primo anno in Italia, è stata una esperienza molto faticosa che però mi ha aiutato a crescere in tutti i sensi! Poi sicuramente significative sono state le stagioni con Padova” – con cui ha vinto la promozione in A1 – “con Ravenna” – (con cui ha conquistato la CEV Challenge Cup) – “e con Modena, che significa il top! Poi sicuramente anche Monza, dove sono ora. Ho trovato una società molto ben strutturata con tanta voglia di fare bene! Credo che tutte queste esperienze mi hanno aiutato molto!”

  • Come vedi un’eventuale esperienza all’estero nella tua carriera futura?

“Diciamo che all’inizio vedevo come esperienza all’estero proprio quella che sto facendo da qualche anno qui, in Italia, venendo dall’Argentina.  Adesso, un’esperienza all’estero, non la scarterei a priori, ma vi devo dire che sono innamoratissimo dell’Italia! Con la famiglia stiamo molto bene qui, e bisogna dare importanza anche a questo! Se ci sarà la possibilità si valuterà.. ma qui ci sentiamo a casa!”

  • Qual’è la vittoria più significativa per te nella tua carriera?

“Mah guarda.. di vittorie significative, per mia fortuna, ve ne posso raccontare tre, molto importanti per me: la prima sicuramente è stata la promozione con la Pallavolo Padova in serie A1 a Monza, e la seconda è sicuramente la Supercoppa Italiana vinta con Modena, soprattutto per la squadra in cui andavo a giocare e per chi andavo a sostituire”. Nel 2016 nella squadra giallo-blu, il nostro ospite ha infatti sostituito l’allora palleggiatore brasiliano, Bruninho. Poi prosegue: “Iniziare la stagione con una vittoria così è stato molto importante! La terza vittoria è stata sicuramente la Challenge Cup con Ravenna: vincere la coppa davanti a 15.000 persone ad Atene contro l’Olympiakos è stata sicuramente una delle più belle vittorie della mia carriera!”

  • Qual’è stato un momento “Down” nella tua carriera sportiva? 

“Secondo me, il momento più down e triste della mia carriera, sportivamente parlando è stato il momento in cui, giocando con la Nazionale, abbiamo perso la qualificazione alle olimpiadi giocando in casa davanti a 7000 persone. Sicuramente a livello sportivo è stato un momento molto difficile, non solo per me: avevamo buone chance di andarci, ci è rimasto molto amaro in bocca!”

  • Qual’è il tuo rapporto coi social e coi tifosi? Hai un tifoso particolare?

Il mio rapporto coi social è abbastanza attivo… diciamo che spesso è difficile staccarmi quando arrivo a casa! Con i tifosi, invece, cerco più che altro di accontentarli con i risultati, sono molto rispettosi nei nostri confronti e sono davvero bravi!”. Poi prosegue:  “Si, tutti i tifosi sono importanti, ma ce ne è uno in particolare: un ragazzo che fa il macellaio e mi procura la carne!

  • Qual’è, o quali sono, i soprannomi che ti hanno dato in questi anni i tuoi compagni?

“In Argentina il soprannome più facile era “enano“, che in italiano significa appunto Nano! Ovviamente mi è stato dato per la mia altezza! Poi devo dirvi, qui in Italia, quando sono arrivato avevo i capelli lunghi simili a quelli di “El Pocho” Lavezzi quindi mi chiamavano “Pocho. Ma come lo chiameranno ora i suoi compagni di Monza? Santi non ha dubbi: “Penso che non ce ne siano… ma bisogna chiedere a Dzava!”

  • Qual’è il giocatore con cui hai avuto il piacere di giocare nella tua carriera che più ha significato qualcosa per te?

“Senza dubbio, Earvin Ngapeth! E ho detto tutto!”

Siamo giunti alla fine di questa “Stories”, a nostro avviso molto bella e divertente e vogliamo chiudere salutando e ringraziando il nostro amico Santi! Sperando di poterlo rivedere nuovamente in campo il più presto possibile, con tutti i suoi compagni!

 

 

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