A Tu x tu con… Thomas Beretta!

Siamo di nuovo online con la quinta “Story” del 2020! Per questo quinto “A tu per tu con…”  abbiamo scelto di intervistare un giocatore simbolo del Vero Volley Monza: il capitano, Thomas Beretta!
Come di consueto, nella nostra rubrica, vogliamo lasciare al protagonista l’arduo compito di presentarsi, cercando di farvi conoscere qualcosa in più di un giocatore che siamo abituati a vedere all’opera sui campi della Superlega ma del quale conosciamo meno gli aspetti più personali. Quindi… 3.. 2..1.. Via!

  • Chi è Thomas Beretta? Come ti presenteresti ad uno sconosciuto?

“Sono un centrale del VeroVolley Monza, nonché capitano della Squadra. Gioco a pallavolo da quando ho 15 anni quindi… da altrettanti 15 anni! Sono da sempre uno sportivo; se non avessi scelto la pallavolo avrei trovato sicuramente un altro sport da praticare: fin da piccolo, in una famiglia di sportivi come la mia, ho praticato diversi sport, dallo sci di fondo alla mountain bike!”

Centrale classe 1990, appunto, Thomas inizia la sua carriera pallavolistica nelle giovanili della pluripremiata Sisley Treviso, società con cui nella stagione 2009/2010 ottiene le prime convocazioni in serie A1. Passa poi, nelle stagioni successive, alla Serie A2 con il Top Team Volley Mantova e successivamente al VeroVolley Monza (Volley Milano). Nell’estate 2013 ottiene le prime convocazioni in Nazionale, vincendo la medaglia di bronzo alla World League 2013 e alla Grand Champions Cup e quella d’argento al Campionato Europeo 2013. Nel campionato 2013/14 viene ingaggiato dal Modena Volley, in Serie A1, passando poi alla Sir Safety Volley Perugia nella stagione successiva. Dal 2015 ritorna poi al VeroVolley Monza, società in cui gioca tutt’ora e di cui è diventato capitano. Questa in breve, la carriera sportiva del nostro ospite.

  • Come è nata la tua passione per il volley? E’ stato amore a prima vista?

“Con la pallavolo è stato amore a 15 anni: un mio compagno di classe, mi ha trascinato a giocare! Devo dire che ho avuto fortuna fin da subito, ad essere stato cercato, per le giovanili, da una squadra importante come la Sisley, e da li ho incominciato la vera vita da sportivo: vivevamo già come se fossimo dei professionisti, andavamo a scuola e poi ci si allenava tutto il giorno. Mi ha insegnato il giusto modo di approcciarmi alla vita da professionista. Sono sempre stato una persona con questa filosofia: “o si fa tutto al massimo o non si fa niente”. Ho sempre spinto e sto spingendo tutt’ora per dare il meglio che posso in questo sport incredibile in cui si gioca di squadra ma anche singolarmente. Ogni cosa che fai permette agli altri di far punto o  di non farlo; Siamo un tutt’uno ma singolarmente devi fare il meglio che puoi”.

  • Il ruolo di centrale: E’ stata una tua scelta o ti è stato cucito addosso?

“Questo ruolo mi è stato dato appena ho iniziato a giocare, essendo alto e avendo iniziato dopo gli altri. L’ho mantenuto costantemente nel tempo perchè mi piaceva e mi ha permesso di essere scelto da squadre importanti. Inoltre, essendo il muro il mio fondamentale migliore, il centrale era il ruolo migliore per poterlo esprimere. Quindi, va benissimo così e non lo cambierei mai“.

  • Qual è l’esperienza più significativa nella tua carriera?

“Se devo scegliere, l’esperienza più importante nella mia carriera è sicuramente quella in Nazionale: il salto dall’A2 direttamente alla nazionale è stato incredibile!
A livello di club invece devo dire di aver giocato in tante squadre molto importanti. L’esperienza che più mi ha dato qualcosa è stata quella di Perugia: con la squadra lottavamo per vincere e fare un gran campionato e, con la Champions di mezzo, è stato molto intenso. Anche il primo anno di Superlega a Modena, in un campo delicato, è stato importante. Mi sento di dire che tutte le mie esperienze sono state fondamentali: con Monza, sono arrivato trovando una squadra di un certo tipo e siamo riusciti a crescere fino a diventare una squadra forte e competitiva da playoff. E’ stato bello crescere in una realtà sportiva come il consorzio”.

  • Qual è la vittoria più bella della tua carriera?

“Sicuramente ti posso dire la vittoria in semifinale dell’europeo, contro la Bulgaria: un’emozione incredibile! Nonostante poi in finale,  abbiamo giocato contro una squadra di un livello superiore, la Russia,  abbiamo fatto un’europeo fantastico e siamo riusciti a dimostrare il nostro valore pur essendo “più umani” di loro”.

  • Qual è stato un momento di “Up” e uno di “Down” nella tua carriera?

“Il momento forse più brutto della mia carriera sportiva, è stato probabilmente quando sono stato lasciato a casa dalla nazionale.  Non è stato facile da superare. Però, poi, ho capito che sono state scelte, giuste o sbagliate, condivisibili o meno, dell’allenatore.
I momenti più alti, invece, sono tutti quelli che più si sono avvicinati alle vittorie: la finale della Challenge Cup con il Vero Volley ad esempio e, come già detto prima, tutto il periodo della nazionale”.

  • Come è il tuo rapporto con i tifosi? Hai un tifoso particolare?

“Il rapporto con i tifosi, qui a Monza, è fantastico. Ci fanno sentire come una grande famiglia e fanno tutto quello che possono per tifarci, stare con noi, e creare una bella curva nel palazzetto: fanno proprio un bel lavoro! Mi dispiace solamente che quest’anno non siamo riusciti a salutarci come si deve, vista la situazione.Una tifosa in particolare c’è… potrebbe essere Nadia Costa, mi fa sempre la torta salata post-partita!”.

  • Qual è il giocatore che più ha significato qualcosa per te?

“Di giocatori importanti, con cui ho giocato, ce ne sono stati tanti a partire dalla Sisley: l’ultimo anno a Treviso, giocavo con Papi, Fox e Ricardinho.. ma tutta la squadra era incredibile! Mi hanno lasciato tutti moltissimo: essendo io il giovane della squadra, mi davano i consigli giusti ed è stata una buona rampa di lancio! Sono stato fortunato anche a Modena dove ho trovato Bruninho ed Earvin con cui siamo tutt’ora molto amici.
Tra tutti, però, un giocatore che mi ha impressionato moltissimo è stato Goran Vujević, a Perugia. Per l’età che aveva (40 anni) era impressionante! Nonostante non fosse al top della forma, con quella mano e con il suo bagher, faceva cose incredibili da vedere!”.

  • Come vedi il futuro della pallavolo italiana post-CoronaVirus?

“Vedo Il futuro della pallavolo italiana bello in difficoltà in questo momento. Eravamo finalmente riusciti ad uscire dalla crisi riuscendo a  costruire un campionato incredibile anno dopo anno.  Ora ci hanno di nuovo tagliato le gambe.
Per l’anno prossimo bisognerà prendere in considerazione molte cose: i budget minori, i presidenti delle società, la lega e tutto quanto. Bisognerà ripartire da zero cercando di mantenere alto il livello e tornare a splendere come gli ultimi anni. Non sarà facile.  Dobbiamo rimanere uniti soprattutto noi giocatori e cercare di tirar fuori il meglio che si possa fare”.

Concludiamo questa intervista salutando e ringraziando di cuore, Thomas per la disponibilità a questa intervista e augurandoci tutti insieme di poter tornare presto a vedere una partita di questo bellissimo sport, dal vivo, in un palazzetto!

Grazie Thomas!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.