A TU X TU CON… MAX COLACI!

Siamo tornati! Rieccoci con il quarto appuntamento del 2020 con le nostre “Stories“. Per questa intervista abbiamo l’onore di ospitare un grande campione della nostra pallavolo: il ibero della Sir Safety Perugia, nonché della Nazionale Italiana, Max Colaci!
Bando alle ciance, iniziamo subito questa intervista, cercando come sempre di farvi conoscere (come se ce ne fosse bisogno!) un po’ di più di questo straordinario giocatore, magari raccontandovi qualche aspetto, umano e tecnico, della sua carriera di cui ancora non eravate a conoscenza! Quindi… Pronti…via!

  • Chi è Max Colaci? Come ti presenteresti a uno sconosciuto?

“Max è un ragazzo molto riservato e tranquillo, a cui piace godersi le cose semplici! Ama godersi la famiglia e figli, che sono la cosa più importante!” Poi prosegue: “Sono una persona molto determinata: se sono arrivato dove sono ora è perché l’ho voluto fortemente. Sono partito da un piccolo paesino come Ugento dove non mi conosceva nessuno e sono arrivato in Nazionale a disputare le Olimpiadi. Sono uno che si pone obiettivi anche difficili ma tutto questo mi piace e mi stimola. Per il resto sono una persona molto tranquilla”.

Libero classe 1985, inizia appunto la sua carriera pallavolistica nella Pallavolo Falchi – Ugento, con cui scalò i campionati minori, giungendo nel 2006 alla Serie B1. Nel 2007 viene ingaggiato dal Volley Corigliano, che lo lancia sul palcoscenico della Serie A1. Nelle stagioni successive passa poi alla BluVolley Verona e alla Trentino Volley. Dal 2017 è invece il libero titolare della Sir Safety Perugia, vincendo due Supercoppe italiane, due Coppe Italia e lo scudetto 2017-18. La sua carriera “Nazionale” inizia invece nel 2014, quando il CT Mauro Berruto lo convoca per la World League, terminata poi al 3º posto. Prende parte alla spedizione azzurra ai Mondiali 2014 e nel 2015 vince la medaglia d’argento alla Coppa del Mondo e quella di bronzo all’Europeo. Nel 2016 conquista l’argento olimpico e e nel 2017 l’argento alla Grand Champions Cup. Questa, in breve, la carriera del nostro ospite di oggi!

  • Come è nata la tua passione per il volley?

“A casa mia si è sempre parlato e respirato aria di pallavolo! Mio padre ha sempre allenato e giocato, anche se solo per divertimento! Fin da piccolo sono sempre andato a vedere le partite e me le riguardavo poi in tv.
Seguivo molto Mirco Corsano, che è del mio stesso paesino e giocava già in serie A quando io avevo ancora 13/14 anni. Vederlo vincere scudetti e mondiali mi ha stimolato molto e mi ha fatto capire che la pallavolo era lo sport che volevo fare! Vi confido che da piccolino, a 9 anni ho iniziato a giocare anche a calcio.. ma a dire la verità è stata la pallavolo a regalarmi le prime emozioni ed è stato lo sport che più mi ha attratto!”
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  • Ti conosciamo da sempre come Libero. Un ruolo che ti è stato cucito addosso o una scelta personale?

“Diciamo che da piccolo, dall’Under 14 alla Junior League, ho fatto anche il palleggiatore! Ma il mio desiderio era quello di fare il libero! All’inizio non volevano farmelo fare ma io spingevo molto per quel ruolo. Ho avuto la mia prima chance in una seconda divisione (allenata da mio padre) in cui andavo solo a giocare la domenica senza allenarmi. Però, anche li, le cose mi venivano abbastanza bene… pian piano ho continuato con la serie C e via dicendo.  Quindi posso dire che non sono uno di quelli a cui è stato imposto un ruolo ma me lo sono proprio scelto. Volevo farlo e lo amo tutt’ora perchè credo sia un ruolo spettacolare e finalmente monto importante all’interno di una squadra. Sono felice di averlo scelto.”

  • Hai avuto la possibilità di giocare in diversi top-team. Qual è l’esperienza che ti ha lasciato di più?

“Si, ho avuto la fortuna di giocare in tante squadre forti, in particolar modo Trento e Perugia. Ci sono state altre tappe importanti nella mia carriera: il percorso fino alla serie B ad Ugento, l’esordio in A1 con Corigliano Calabro e l’esperienza di Verona. 
Sicuramente le esperienze alle quali sono più legato sono quelle di Trento e Perugia: due società, due filosofie, due tifoserie e due città completamente diverse che allo stesso tempo però mi hanno dato tanto! A Trento ho vissuto sette anni bellissimi ricchi di vittorie e soddisfazioni e da cui pensavo non sarei mai potuto andare via. Come capita però nel nostro mondo ogni società fa le proprie scelte (così come le facciamo anche noi) e ora mi sto godendo al massimo questa esperienza qui a Perugia. Devo dire che sono stato accolto molto bene fin da subito e sono davvero felice di essere qui e spero di chiudere la mia carriera in questa squadra!”.

  • Qual è la vittoria più bella e significativa della tua carriera?

“Diciamo che ho avuto la fortuna di poter vincere tante competizioni: scudetti, Champions League e mondiali per club! Credo però che ci siano dei trofei che ti rimangono veramente impressi: il primo scudetto a Trento è stato fantastico così come quello vinto qui a Perugia: è stato incredibile perchè era una società che ci era andata vicina diverse volte, ma aveva sempre avuto delusioni. Essere stato il primo a vincere uno scudetto qui a Perugia è stato qualcosa di eccezionale! Credo che gli scudetti siano i trofei più belli da vincere secondo me!”

  • Qual è stato un momento “up” e uno “down” della tua carriera sportiva?

“Sinceramente faccio fatica ad indicare sia un momento down che un momento up. Vivo allo stesso modo vittorie e sconfitte, momenti belli e momenti brutti. Però fin da quando ero molto giovane sono stato consapevole che in una carriera sportiva ci sarebbero stati momenti belli e anche meno belli. Le sconfitte e le vittorie fanno parte dello sport! Bisogna festeggiare quando si vince e accettare quando si perde. Mi sono sempre goduto le vittorie e ho sempre dato i meriti nelle sconfitte!”

  • Qual è il tuo rapporto con i tifosi? Ne hai uno in particolare?

“Il mio rapporto con i tifosi è un rapporto molto bello! Qui adesso a Perugia ho un rapporto fantastico con loro! Mi hanno accolto benissimo subito e mi hanno sempre incitato e spronato in campo. Io dalla mia parte ho sempre cercato di ricambiare il loro affetto. nel migliore dei modi in campo!
Di tifosi speciali ne ho più di uno… in famiglia sono tutti tifosi! Anche mio figlio, Andrea, che inizia a capire quello che faccio. Più che un tifoso ecco, indico tutta la mia famiglia!”.

  • Qual è il giocatore con cui hai avuto il piacere di giocare che ha più significato per te?

“Ho avuto la fortuna di giocare veramente con tanti giocatori forti e tanti campioni! Ho anche il privilegio di avere al mio fianco quattro o cinque fenomeni! Tra le persone più belle che ho conosciuto ci sono sicuramente Andrea Bari, il libero di Trento con cui ho condiviso anni stupendi, Emanuele Birarelli, Andrea Giovi, Jack Sintini. Ho una bella lista! Tutta gente che ha dato tanto alla pallavolo con i quali ho avuto e ho ancora un ottimo rapporto! Preferisco indicare più questi giocatori che mi hanno dato cose importanti soprattutto a livello umano!”.

  • Come vedi il futuro della pallavolo italiana post coronaVirus?

“La pallavolo italiana, secondo me, in questo momento deve concentrarsi innanzitutto sulla prossima stagione. Capisco che possa essere difficile perchè ci saranno sicuramente perdite importanti, però bisogna guardare avanti!
Il problema della pallavolo è che quando si creano queste situazioni in molti ci marciano sopra, provando a sfruttare la situazione, a livello economico e di contratti.  Sono cose che dipendono non solo dal Coronavirus, che diventa quindi una scusa.
Di sicuro ci saranno difficoltà perchè gli sponsor non riescono ad onorare i contratti; tante aziende stanno facendo fatica. Il fatto che nella pallavolo non esista professionismo influisce altrettanto, ma questo è un discorso più lungo e complicato. Occorrerà fare tutti dei sacrifici importanti ma non adesso: è inutile sprecare tempo, denaro e salute! Dobbiamo ripartire il prossimo anno con dei progetti seri, che puntino a valorizzare i giovani e fare il meglio per il nostro mondo!”.

Terminando questa intervista, ringraziando Max per la sua grande disponibilità e simpatia, vogliamo chiudere con un pensiero del nostro ospite rivolto a tutte quelle persone, tifose e addette ai lavori, che ruotato intorno al mondo della pallavolo: “Ai tifosi vorrei dire di pazientare! La pallavolo manca a tutti, a me per primo! Posso immaginare ai tifosi, agli amici e agli altri giocatori.. manca proprio a tutti! Un po’ di pazienza, superiamo questo periodo e sarà tutto ancora più bello!”

Grazie MAX!

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